Poliambulatorio Centro Smile


CENTRO CEFALEE



LA CEFALEA

Quanti dei nostri pazienti possono dire di aver sperimentato almeno una volta nella loro vita la cefalea?
Moltissimi se non quasi tutti!
La cefalea o mal di capo è di fatto un disturbo doloroso che spesso ci affligge rendendo penose le nostre attività quotidiane, mina la disponibilità verso noi stessi e gli altri e incide pesantemente sulla nostra qualità di vita.
Esistono innumerevoli tipi di cefalea che vengono fondamentalmente suddivise in due gruppi: le forme cosiddette primarie, le più numerose, nelle quali il mal di testa è esso stesso la malattia e non riconosce altre cause e le forme secondarie in cui la cefalea è un sintomo di una malattia sottostante, in alcuni casi potenzialmente pericolosa.

In questa brochure ci soffermiamo brevemente e sommariamente sulle Cefalee primarie.

Le cefalee primarie si suddividono in vari tipi: L'Emicrania, con le sue varianti, la Cefalea tensiva e la Cefalea a grappolo sono le principali.
Il 15-20% della popolazione soffre di cefalea e tale dimensione numerica fa del mal di testa un problema sociale.
La cefalea colpisce soprattutto l'età giovanile e adulta per poi tendere a diminuire con la vecchiaia. Le donne ne sono in prevalenza colpite, in proporzione di 3 a 1 rispetto ai maschi. Il mal di testa, pur essendo un disturbo dell'adulto, può iniziare anche nell'infanzia; non è infrequente infatti che bambini si lamentino di cefalea.

Come si manifesta?

L'Emicrania comunemente si presenta come attacchi ricorrenti di dolore pulsante di intensità spesso forte che interessa prevalentemente un emicranio e si associa a nausea, raramente anche vomito, fastidio alla luce, ai rumori e anche agli odori. Ogni attacco dura in media da molte ore fino a tre giorni. Spesso costringe chi ne soffre a letto al buio nella quiete non permettendogli alcuna attività fisica o lavorativa. La stessa attività fisica può aggravare il dolore pulsante. Spesso, come molti di noi hanno sperimentato, la crisi di cefalea è preceduto 2-3 giorni prima da modificazioni dell'umore, maggiore irritabilità, svogliatezza e aumento dell'appetito. A crisi cessata si ritorna a star bene.
In una certa percentuale di casi l'emicrania, così come è stata descritta, è preceduta da deficit neurologici transitori consistenti ad esempio in intorpidimento di una emifaccia con emilingua associato a intorpidimento dell'arto superiore dello stesso lato, talvolta può esserci anche difficoltà o incapacità a parlare oppure compare una cecità di metà campo visivo. Disturbi tutti che, la prima volta, allarmano e gettano nel panico il soggetto e i suoi famigliari nel timore di paralisi irreversibili, con rapido ricorso allo specialista o al pronto soccorso. Tali deficit neurologici transitori caratterizzano L'Emicrania con aura.
La frequenza, la durata e l'intensità dell'emicrania presentano una elevata variabilità individuale.

La Cefalea Tensiva si manifesta con episodi ricorrenti che possono durare da 30' a giorni. Il dolore è tipicamente compressivo-costrittivo, di intensità lieve o moderata, con localizzazione diffusa al capo "tipo casco" e non peggiora con la normale attività fisica. E assente la nausea, può presentarsi fastidio alla luce o ai rumori. Quando gli attacchi sono molto frequenti (più di 15 al mese o quasi quotidiani) e si prolungano per mesi si parla di cefalea di tipo tensivo cronico.
In questo tipo di cefalea giocano un ruolo fondamentale per la sua insorgenza e mantenimento eventi emotivamente stressanti come la presenza di conflittualità famigliare o lavorativa, o la presenza di disturbi dell'affettività: ansia, depressione. Questo tipo di cefalea è più frequente nel sesso femminile, può manifestarsi a qualsiasi età, sebbene l'esordio fra i 20-40 anni sia il più frequente.

La Cefalea a Grappolo si distingue per le seguenti caratteristiche: attacchi di dolore unilaterale, intensità elevata, sede di manifestazione orbitarla, sovraorbitaria e/o temporale. Durano 10-15 minuti, con una frequenza variabile da un attacco ogni 2 giorni ad 8 attacchi al giorno. Gli attacchi si presentano anche di notte svegliando il paziente con dolore violento lancinante. Sono accompagnati da uno o più dei seguenti segni: congiuntive arrossate, lacrimazione, naso chiuso, sudorazione facciale, restringimento della pupilla, lieve caduta palpebrale, gonfiore palpebrale.





Gli attacchi si raggruppano in periodi di settimane o mesi (grappoli) separati da periodi di assenza dalle crisi di mesi o anni. Caratteristica di tale forma è che colpisce 9 volte su 10 gli uomini e, per fortuna, vista la gravità del dolore, è discretamente rara.

Si deve convivere con la cefalea o vi sono cure che possono risolvere o alleviare di molto tale problema?

Molto spesso chi soffre di mal di testa tende a far da sé assumendo analgesici da banco e raramente ricorre al medico o allo specialista neurologo.
Il ricorso al medico invece è necessario prima di tutto per la diagnosi: accertarsi che la Cefalea non sia un sintomo di una malattia sottostante potenzialmente pericolosa e quando questa evenienza sia stata esclusa per impostare un corretto percorso terapeutico.


PRINCIPALI CAUSE DI CEFALEA SECONDARIA

1) Tumori cerebrali
2) Infiammazioni del cervello e delle meningi
3) Emorragie intracraniche
4) Infiammazioni dei seni paranasali (sinusiti)
5) Malattie dell'orbita e dell'occhio, es. Glaucoma, ecc.
6) Ipertensione arteriosa elevata
7) Infiammazione dei vasi cerebrali (vasculiti o flebiti)
8) Cause di malattie generali varie (es. Insufficienza respiratoria grave, insufficienza renale, malattie del sangue, ecc.)
9) Intossicazioni (es. Ossido di carbonio, piombo, ecc.)
10) Da farmaci assunti


Nel trattamento della cefalea primaria distinguiamo quello in acuto e quello in profilassi, cioè il trattamento che tende a evitare il ripetersi delle crisi, quando queste sono frequenti, più volte al mese, e a migliorare la qualità della vita del paziente.

Scopo del trattamento in acuto è la risoluzione del sintomo dolore, la scomparsa dei sintomi associati e il rapido ripristino del benessere psicofisico del paziente. A tale scopo i farmaci che vengono usati sono vari: dai comuni analgesici o antinfiammatori (Fans), agli ergotaminici, o a farmaci più specifici come i Triptani.

Il trattamento di profilassi dell'emicrania è un momento complesso che vede lo specialista impegnato nel definire e inquadrare il tipo di cefalea di cui il paziente soffre.

Ricerca in via preliminare la presenza di eventuali fattori scatenanti la cefalea ad es. nutrizionali (alcool, cioccolato, formaggi stagionati, insaccati, ecc.); ambientali (ritmo sonno/veglia, rumore, stress); farmacologici (nitroderivati, la pillola anticoncezionale, ecc.) al fine di escluderli.

Il trattamento farmacologico si avvale di più classi di farmaci: beta bloccanti, calcioantagonisti, antagonisti dei recettori 5HT2 , antidepressivi, ecc.
Il trattamento farmacologico spesso non è disgiunto dal trattamento psicoterapeutico del paziente di cui si valuta la presenza di situazioni conflittuali o stressanti e la presenza di turbe dell'umore.
Anche il ricorso a tecniche di rilassamento possono entrare nelle indicazioni della profilassi delle cefalee.

Da quanto su detto l'inquadramento clinico e il successivo trattamento non è cosa semplice, per questo lo specialista neurologo esperto rappresenta colui a cui far riferimento.



Dott. Angelo Pomes
Specialista in Neurologia e Neuropsichiatria Infantile



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